Oltre l'orlo: moda e sostenibilità

Dai marchi di lusso al fast fashion, negli ultimi dieci anni i giganti dell’abbigliamento europei hanno riempito i loro report di sostenibilità con promesse: fibre riciclate, materiali “green”, riduzione delle emissioni, cotone sostenibile. Ma la nostra indagine mostra che dietro queste promesse si nasconde una realtà frammentata, incoerente e spesso non verificabile.

In collaborazione con altri partner di EDJNet, Facta ha analizzato 468 impegni ambientali presi da 17 grandi marchi europei della moda. Le aziende si sono impegnate su tutto: dalla riduzione delle emissioni all’eliminazione delle sostanze chimiche pericolose. Eppure, solo circa la metà degli impegni con scadenze ormai superate è stata effettivamente rispettata. Un obiettivo su tre è fallito completamente, e una quota consistente è rimasta in una zona grigia fatta di ridefinizioni, metriche poco chiare o dati mancanti.

La nostra indagine rivela profonde lacune strutturali: i marchi celebrano l’uso di energia rinnovabile nei loro negozi europei, ma restano in gran parte silenti sugli impatti ambientali della produzione nei Paesi del Sud Globale, dove si concentra una grande parte delle loro filiere. I gruppi del lusso, nonostante le loro enormi risorse, prendono meno impegni rispetto ai concorrenti del fast fashion — e spesso fanno affidamento più sullo storytelling che su dati verificabili. Anche materiali ampiamente presentati come “sostenibili” non sono ciò che sembrano: il poliestere riciclato proviene ancora soprattutto da bottiglie di plastica, non da vecchi vestiti, mantenendo così l’industria dipendente dai combustibili fossili.

Allo stesso tempo, il reporting sulla sostenibilità in Europa sta entrando in una fase cruciale. Nuove normative come la Corporate Sustainability Reporting Directive e la Green Claims Directive potrebbero limitare il greenwashing — oppure, se indebolite, perpetuare un sistema in cui le aziende stabiliscono da sole regole, definizioni e scadenze.

In questa serie in corso, Facta approfondisce l’impronta ambientale dell’industria della moda, seguendo i progressi tecnologici e mettendo in luce le complessità delle catene di approvvigionamento globali.

Episodes

Episode 1

Dietro le etichette: i marchi di moda rispettano metà dei loro impegni verdi

24.11.2025
Negli ultimi vent’anni, la produzione tessile globale è raddoppiata. Parallelamente alla sua crescita, è il suo impatto ambientale a ricevere sempre più attenzione. Il Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo stima, sulla base di dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), che produrre una sola t-shirt di cotone richieda 2700 litri di acqua e che la produzione […]
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